NOTE DI REGIA


Il giardino dei ciliegi è l'ultima e probabilmente la più lirica delle opere teatrali di Cechov. La vicenda di Ljubov' Andreevna Ranevskaja e della sua famiglia rispecchia la crisi di una società, la decadenza di una classe e l'affermazione di un'altra, il delinearsi di un nuovo sistema di valori.
Ripropone i temi, cari al drammaturgo russo, dell'idealismo, della frustrazione, del sacrificio in funzione di un avvenire migliore, e ancora "la sofferenza del mutamento", qualcosa che fatalmente accomuna tutti, giacché al fondo di ogni trasformazione si affaccia per ognuno di noi, inevitabile, l'interrogativo sul senso ultimo delle cose.
Liuba, dopo una lunga assenza, dopo essere fuggita via lontano da ricordi dolorosi, torna a casa perché la proprietà deve essere venduta a causa dei
debiti contratti da una vita dissoluta e spensierata. Al ritorno ritrova i suoi affetti, quel che resta della sua famiglia, ma anche i suoi ricordi. Le persone, la casa, gli oggetti, i sapori; in un attimo riaffiora la memoria del tempo dell’infanzia, l’unico tempo forse felice della sua esistenza.
L’inizio della storia è il tempo del ritorno, ma anche il tempo della primavera e dell’alba di un nuovo giorno. È il tempo dei ricordi e dell’infanzia. Si, ci sono i debiti, i problemi, ma Liuba e Gaiev sembrano non curarsene troppo e continuano la loro esistenza come fossero all’interno di una eternità immutabile.
Qualche mese dopo, in campagna, adagiati all'interno del tempo immobile dell'attesa, mentre tutto sembra quiete, improvvisamente si avverte un suono lontano, il presagio di un accadimento terribile che di lì a poco sovvertirà l'ordine delle cose cambiando profondamente la società e spazzando via la vecchia aristocrazia decadente.
Eppure i personaggi del Giardino, ancora una volta, non sembrano affannarsi e continueranno a volteggiare, quasi a ricercare uno stordimento dionisiaco, in una danza che pare insieme gaia e spensierata ma anche grottesca e straniante.
Inesorabile il destino si manifesta, la proprietà infine viene venduta e non resta che lasciare, per sempre, la casa, il luogo dei ricordi e degli affetti cari.
È il tempo dell’epifania e ciascuno sarà costretto a oltrepassare la porta e seguire la propria strada nella vita.
Il Giardino dei ciliegi ci mostra personaggi fotografati nel momento del loro divenire, alle prese con una quotidianità fatta di ansie, dolori, affanni, turbamenti, gioie, progetti, amori, sogni.
Non possiamo che amare questi personaggi così simili a noi, veri come la vita.
 

M.C. e A.G.

 

ALBUM FOTOGRAFICO

 

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LOCANDINA / PROGRAMMA DI SALA

 

     

 

COLLEGAMENTI ESTERNI

 

 

 

 

 

 

CAST ARTISTICO


LIUBA
ANIA
VARIA
GAIEV
LOPACHIN
TROFIMOV
PIS’CIK
CHARLOTTA
IEPIChòDOV
DUNIASCIA
FIRS
IASCIA

 

 

 

CINZIA BATTISTELLI
CHIARA CLINI
SARA TOMASUCCI
CORRADO CAPPARELLI
FRANCESCO CORLIANò
MICHELE SPEZI
FRANCO CESARONI
PATRIZIA PAOLONI
MAURIZIO GARATTONI
PAMELA IONI
ROMANO PUCCI
CLAUDIO ROSSINI

 

Regia di Mario Cipollini e Antonella Gennari


Direttrice di scena

Elisabetta Ghiselli

Assistenti di scena
Laura Angelini
Agnese Cipollini

Luci
Antonella Gennari

Fonica
Bisser Genga

Costumi
Alessandra Bertocchi
Antonella Gennari


Scenografia da un’idea di
Mario Cipollini
Luca Serafini


Realizzazione scenografia
Ruben Tomasucci

 

Arredi di scena

Alessandra Bertocchi

 

Decoro

Francesco Corlianò

Musiche originali
m° Enzo Veddovi

Trucco
Agnese Cipollini